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Feb 13

La festa di San Valentino, un invito al brindisi più romantico dell’anno celebrando “la promessa d’amore”

Cucina

peynet

Aldilà di qualsiasi altra valenza che vogliamo attribuire a questa festa , che sia alimentata indubbiamente, come per altre giornate analoghe, dal consumismo, può comunque essere una delle tante occasioni per una romantica cena, un tête-à-tête all’insegna del buon cibo e per stimolare l’interesse verso il variegato mondo dei vini

 

Per chi volesse festeggiare un San Valentino casalingo in un contesto un po’ più intimo, ecco alcuni consigli su cosa utilizzare nelle nostre ricette. Dal peperoncino, affermato alleato dell’ars amatoria, al sedano, ma anche il finocchietto selvatico o il pistacchio di Bronte: sono tanti i prodotti della terra che contribuiscono a rendere più “stuzzicante” la cena di San Valentino.

E’ quanto afferma l’associazione agrituristica Terranostra della Coldiretti che ha censito in una ricerca i protagonisti di una tavola adeguatamente “stimolante” per il tête-à-tête di San Valentino.

Sono molti – sottolinea Coldiretti –  i prodotti della campagna che da nord a sud del Paese vengono considerati come elisir naturali dell’amore. Dalla Sicilia importanti virtù arrivano dal finocchietto selvatico che sprigiona un sapore “catturante” e dal pistacchio di Bronte, esaltato, fin da tempi antichi per i suoi stuzzicanti poteri. Da non dimenticare poi il sedano, popolarmente conosciuto perché esercita un’azione stimolante sulle ghiandole surrenali e contiene sostanze che servono da richiamo olfattivo per la riproduzione.

C’è poi per la Puglia – continua Coldiretti – il cinipi, verdura simile alla cima di rapa, incrocio tra cicoria e asparago e il verrùch, insalata verde leggermente amarognola, di dimensione ridotta rispetto alla norma ma che sprigiona un potere eccitante. Per avere Cupido come alleato – prosegue Coldiretti – si può anche tentare con il brodo di giuggiole, un liquore dolce ottenuto per infusione dei piccoli frutti del giuggiolo, una pianta molto diffusa nei cortili del Veneto e della Romagna.

E per i più coraggiosi anche i tradizionali aglio e cipolla che sono considerati alternativa naturale al viagra di cui contengono componenti simili al principio attivo. Molti di questi prodotti – conclude la Coldiretti – si trovano nei piatti serviti dagli agriturismi, scelti quest’anno per il tête-à-tête di San Valentino da centomila innamorati in cerca di intimità.

Per quanto riguarda il giusto abbinamento con il nettare di bacco il mio consiglio ricade su alcuni vini dalle marcate note speziate che ben si sposano ed esaltano gli ingredienti descritti. Sono vini ottenuti da vitigni spesso dimenticati nel recente passato, ma oggi giorno in via di riscoperta e vinificati in purezza, quella che si direbbe la consueta riscoperta delle tradizioni, perpetuata dalla costanza e volontà di alcuni audaci produttori.

Il  Lacrima di Morro d’Alba, dagli intensi profumi di rosa, viola e frutti di bosco. Un vino il cui nome può ingannare facilmente sulla precisa identificazione geografica. Infatti, si tratta di un vino prodotto nell’omonimo comune (Morro d’Alba e dintorni) in provincia di Ancona ed il vino prende il nome dalla stessa uva.

Non poteva mancare il Ruchè, già proposto in una recente recensione. Ottenuto dall’omonimo vitigno rimasto presente in una parte del Monferrato astigiano, grazie allo sforzo degli uomini della zona, i quali non solo l’hanno preservato con certa lungimiranza, anzi, hanno dato impulso anche agli altri produttori.

La Vespolina è un vitigno autoctono in passato nominato “uva dello zio”, una volta impiegato per dare colore ai vini di base Nebbiolo, oggi riscoperto con successo per la vinificazione in purezza. L’area di produzione è nella parte alta del Piemonte, nella provincia di Novara, non tanto lontano dai grandi laghi. Una notevole freschezza con netti profumi fruttati e sentori di spezie, ne delinea il carattere, un vino adatto anche all’invecchiamento.

Il Sirah, forse il più noto tra i vini speziati. Un vitigno internazionale che ha trovato un suo habitat naturale nel nostro paese ed in particolare nel calore della terra siciliana, dove esprime grande intensità, complessità ed una maggiore espressività aromatica.

Infine consiglio a chi ha la fortuna di trovarlo, il Verduno Pelaverga, ottenuto dalle rare uve Pelaverga coltivate in Verduno, gioiello dei Savoia nella provincia di Cuneo, un vitigno tardivo come il Nebbiolo. Il Verduno Pelaverga è un vino molto particolare dai caratteristici sentori fruttati di fragola, floreali e dalle ampie e intense note speziate.

Mancano ormai poche ore alla cena più romantica dell’anno, da celebrare cenando mano nella mano. Una sera che tutte le coppie innamorate aspettano con gioia e che festeggiano regalandosi momenti di piacere anche gastronomico.

Una tradizione dolce e antica, che ogni anno si rinnova con immutata magia … Perché: “L’amore non è già fatto. Si fa.  Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire. Non è un appartamento chiavi in mano, ma una casa da concepire, costruire conservare e, spesso, riparare.”  Michel Quoist