«

»

Ott 04

La Vagina e L’Orgasmo Femminile

News

fioreAttraverso l’esperienza scientifica e clinica gli esperti in sessuologia hanno potuto evidenziare come la non corretta informazione degli individui, rispetto alle semplici informazioni anatomiche e fisiologiche delle zone genitali maschili e femminili, possa influire negativamente con la sana espressione della sessualità. Molto spesso, alla base di alcuni disagi sessuologici, c’è un ignorare, un non conoscere come siamo fatti e tale ignoranza può essere ricondotta nella difficoltà a comprendere la sfera intimo-sessuale come “sana parte di sé”.

Nella donna, ancor più che nell’uomo, si verifica questo, in quanto anatomicamente buona parte dei genitali è nascosta. Nella parte esterna sono visibili solo le grandi labbra che insieme al monte di Venere vengono ricoperti di peli pubici, con una distribuzione tipicamente femminile a triangolo rovesciato. L’apertura vaginale è circondata dalle piccole labbra che sono più sottili delle grandi labbra e che convergono all’apice verso il clitoride, piccolo organo sensoriale molto sensibile e con tessuti “erettili”, individuabili durante l’eccitazione. Il clitoride è simile al pene dell’uomo.

Nelle donne vergini, l’apertura vaginale è “velata” da una membrana sottile chiamata imene e le cui dimensioni, elasticità e spessore variano da donna a donna. Questo spiega l’eventuale assenza di perdita di sangue durante il primo rapporto sessuale. La verginità nelle donne è legata alla fisiologia e quindi alla rottura dell’imene. Il ruolo sociale, culturale e personale molte volte fa sviluppare immagini ed immaginari socio-culturali che non hanno nulla a che fare con la conoscenza del sé anatomico, ma che invadono il sé psicologico portando allo sviluppo di tabù.

La vagina nello stato di non eccitamento è lunga 10-11 cm e le sue pareti sono ricche di sangue arterioso. All’estremità interna si congiunge con l’utero, una struttura a forma di pera rovesciata dove nella parte inferiore presenta la cervice o collo dell’utero; proseguendo in alto entra in contatto con le Tube di Fallopio , i due canali che permettono il trasporto dell’ovulo prodotto dalle ovaie sottostanti.

Le fasi della risposta sessuale nell’uomo e nella donna sono:

  1. Desiderio
  2. Eccitazione
  3. Orgasmo
  4. Risoluzione

Vediamo che cosa accade nello specifico nella donna prima di raggiungere l’apice del piacere. Desiderare, attraverso l’immaginario erotico, o comunque l’espressione di un “bisogno” legato all’”appetito sessuale” procura una fonte di estrema eccitabilità. E’ in questa seconda fase che le zone anatomiche descritte iniziano un “movimento” singolare e perfetto che sottolinea e enfatizza l’espressione del piacere. La vagina con le grandi e le piccole labbra, riempendosi di sangue, entrano in una fase di vasocongestione locale. Il clitoride diventa eretto  e si sporge all’esterno durante tutta la fase detta di plateau (fase prolungata che precede l’orgasmo). Le piccole labbra evidenziano un arrossamento, l’utero diventa più gonfio e aumenta di dimensione, si solleva dando la possibilità al canale vaginale di allungarsi.

Nella fase di eccitamento, all’interno della vagina inizia ad apparire un fluido lubrificante definito “trasudato vaginale”. Questo liquido sembra rendere l’ambiente vaginale più favorevole allo sperma e alla sua sopravvivenza. Insieme al trasudato vaginale viene secreto anche del muco da parte delle Ghiandole di Bartolino che, l’habitat naturale, facilitano la penetrazione. La lubrificazione vaginale non rappresenta l’orgasmo nella donna, ma è un’espressione fisiologica di una fase specifica della risposta sessuale: l’eccitazione.

Terminata la fase di plateau si viene a creare in prossimità di quello che tecnicamente viene definito il terzo esterno della vagina, una “piattaforma orgasmica”, cioè una zona che stirandosi e tendendosi, comincia, per merito di alcune fasce muscolari, un processo di contrazioni involontarie. Questo è l’orgasmo , il piacere procurato da questi spasmi involontari ed è il picco massimo del piacere . Anche altre zone del corpo sono coinvolte in questa fase di estremo piacere: i ritmi cardiaci e la respirazione aumentano, un ulteriore spasmo involontario dei piedi  e quello che viene definito perdita di coscienza.

E’ comunque utile precisare che a prescindere dalle risposte fisiologiche, ogni donna vive e sente un personale “stato orgasmico”.

Un errore  culturale, sociale e immaginativo molto diffuso riguarda il fatto che la donna possa avere due tipi di orgasmo, l’orgasmo vaginale e quello clitorideo. In realtà l’orgasmo è uno solo: nella donna cambia solo il tipo di stimolazione per raggiungere l’orgasmo, che può riguardare sia la vagina che il clitoride. Ma se esiste un orgasmo finale, come quello provocato dalla stimolazione clitoridea, esistono anche delle sensazioni vaginali che durante il rapporto possono essere molto intense e che vanno ad incidere sulla stimolazione, sia diretta che indiretta, dello stesso clitoride per far si che la donna possa raggiungere l’orgasmo.

 

L.C.

2 comments

  1. Morpheus
    Morpheus

    quali modalità fisiche (ma anche mentali) per favorire al massimo l’orgasmo femminile?
    Da sole ma anche col partner, anche se occasionale.
    Tutte le donne hanno oggi la possibilità di raggiungere l’orgasmo (anche in tempi brevi!) se non da sole, con l’aiuto terapeutico professionale di un capace sessuologo comportamentale, sempre dopo opportuna valutazione clinica delle cause inibenti (comportamentali, emozionali e cognitive)
    In alternativa sull’orgasmo vaginale si possono vedere le pagine 318 del Manuale pratico del benessere e sull’orgasmo clitorideo 319 e 322.
    Atteso che il Manuale pratico del benessere (Ipertesto editore) è stato patrocinato dal club UNESCO per il percorso guidato di auto aiuto allo scopo di permettere alla lettrice attenta una vera crescita sessuale (e non solo) attraverso esercizi domestici, prescrizioni fitoterapiche e nutrizionali, consigli psicologici, questionari di valutazione e test psicologici.

  2. Laura Colonna

    Condivido pienamente con quanto lei scrive. Per quanto mi riguarda, ci sono ancora oggi molte donne che per vari motivi (culturali, di apprendimento, educativi, motivazionali…) hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo. In questi casi le pratiche comportamentali a cui lei fa riferimento sono fondamentali per “aiutare” queste donne a viversi il piacere psicofisico in maniera serena e più consapevole.

Commenti disabilitati.